Come funziona un metal detector

Gli appassionati di ricerca di metalli sono tantissimi, specie negli ultimi anni, da quando questo hobby è diventato sempre più diffuso sul territorio italiano. Ma essere amanti di un’attività non significa certo esserne un profondo conoscitore. Quanti cercatori sanno esattamente come funziona un metal detector? Quanti conoscono la nomenclatura della componentistica e le sue principali funzionalità? Probabilmente pochi, e si tratta senza dubbio dei più esperti. Ma per sapere utilizzare al meglio uno strumento, è di fondamentale importanza conoscerne il principio di funzionamento, e non solo. Noi abbiamo preso spunto dalla guida all’acquisto per scegliere il miglior metaldetector.

Prima ancora di capire come effettivamente funzioni un cercametalli, è importante sapere come è fatto. Va precisato che questo si compone esattamente di tre diversi pezzi:

la scatola dei comandi, ossia il cervello vero e proprio del metal detector

la piastra di ricerca

l’asta che collega i due elementi precedenti e che permette al cercatore di muovere la piastra per sondare il territorio

La tecnologia di funzionamento di un metal detector

Il funzionamento di un metal detector è tutto legato all’azione delle onde elettromagnetiche che vengono emesse dalla bobina trasmittente presente all’interno della piastra di ricerca e poi trasmesse al terreno. A questo punto il processo di rilevazione di un oggetto in metallo è piuttosto semplice: se le onde non incontrano alcun corpo, allora si disperdono nel terreno; viceversa, se queste trovano un metallo conduttore, rimbalzano e tornano indietro verso la bobina ricevente. La scatola dei comandi percepisce questo spostamento e lo segnala allora al cercatore attraverso un segnale audio. I modelli più moderni di cercametalli sono dotati anche di uno schermo LCD, in alcuni casi retroilluminato, che permette di visualizzare informazioni specifiche sull’oggetto rilevato: natura del metallo, profondità, forma e molto altro ancora.

La profondità di ricerca: cos’è

Al di là della componentistica e del principio di funzionamento, è importante anche conoscere alcune delle principali funzionalità del sistema. I parametri di impostazione dello strumento risultano infatti di fondamentali importanza ai fini della vostra ricerca, così come pure le sue caratteristiche tecniche. Dovrete quindi considerare la profondità di ricerca del vostro cercametalli, così da poter capire se state acquistando lo strumento adatto alle vostre esigenze e alle necessità imposte dalla tipologia di terreno. In linea di massima, un buon metal detector assicura il rilevamento di oggetti almeno fino ad un metro di profondità, anche se molto dipende dalle dimensioni dell’oggetto che si trova sotto terra. Esistono in commercio strumenti altamente professionali che permettono di operare a profondità più elevate, anche in presenza di terreni molto mineralizzati o addirittura sottacqua.

La discriminazione dei metalli: cos’è e come funziona

Una delle problematiche più noiose a cui un cercatore va incontro è senza dubbio quella della cosiddetta “spazzatura ferrosa”, ossia tutto quel materiale di poco valore che il cercametalli rileva ma che non ha alcuna importanza ai fini della ricerca. Come fare allora per evitare che venga segnalata? In realtà vi basterà utilizzare l’apposita funzione di discriminazione dei metalli, che vi do la possibilità di scegliere quali materiali non devono esservi segnalati e quali sì. Si tratta di un modo per evitare di perdere tempo e per aiutarvi a trovare subito quello che state cercando, soprattutto se il vostro interesse è rivolto verso l’oro. Ovviamente i metal detector moderni e professionali vi danno la possibilità di impostare al meglio questa funzionalità, assicurandovi così una ricerca mirata ed efficiente.

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